Psicoterapeuta Gestalt Torino: Renata Fumi

Sono una Psicoterapeuta individuale e di gruppo ad orientamento bioenergetico e transpersonale iscritta all’Ordine degli Psicologi del Piemonte. La mia formazione attraversa la Psicologia Umanistica, la Gestalt, la Bioenergetica e la Psicologia Transpersonale con un’attenzione particolare all’integrazione di corpo, mente e spirito. Sono stata allieva di Teddy Grossman e socia del centro White Dove di Genova dal 1985 al 1992; dal 1993 lavoro a Torino.
Dal 2003 tengo corsi sulla violenza per il personale dell’Ospedale San Giovanni Battista di Torino.

Mi occupo in particolare del rapporto con la malattia e la guarigione in una prospettiva globale, che considera la salute emotiva e la salute fisica come due facce della stessa medaglia. Credo che, a volte, abbiamo bisogno d’un luogo protetto e rispettoso nel quale dedicarci dolcezza, cura e amore per ritrovarci.

Coautrice, tra cui Teddy Grossman, del libro Le radici della spiritualità

Renata Fumi

PSICOTERAPEUTA


“Ci sono momenti della vita in cui si ha bisogno di riflettere ed essere ascoltati, soprattutto quando si crede d’aver sbagliato, o si è indecisi. Sia che ci sia stato un evento significativo o traumatico, sia che si tratti d’un momento difficile, una psicoterapia può aiutare a gestire le difficoltà.”


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VISIONE

Bioenergetica Torino

Principi fondamentali del mio lavoro sono:

Empatia – Non giudizio – Approccio umanistico, olistico e sistemico


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ATTIVITA'

Gruppi Seminari Corsi e Conferenze

Le attività di gruppo e di formazione che conduco sostengono lo sviluppo delle capacità individuali in un contesto protetto e privo di giudizio. Per crescere, abbiamo bisogno di ambienti nei quali sperimentare dolcezza, incoraggiamento e gioia.

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Se ad ogni bambino di otto anni insegnassimo a meditare elimineremmo la violenza nel mondo nel giro di una generazione

Dalai Lama

Quando si perdona non si cambia il passato, si cambia il futuro

Anonimo

Se fate amicizia con voi stessi non sarete mai soli

Maxwell Malz

Ci sono momenti della vita in cui si ha bisogno di riflettere ed essere ascoltati, soprattutto quando si crede d’aver sbagliato, o si è indecisi. Sia che ci sia stato un evento significativo o traumatico, sia che si tratti di un momento difficile, una psicoterapia può aiutare a gestire le difficoltà per vivere con maggiore

Renata Fumi

“Guarire è lasciar andare la paura”

Jerry Jampolsky

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Il Blog di Renata Fumi Psicoterapeuta Torino

La Vergogna nel trattamento bioenergetico

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Lavorando con il corpo, ci occupiamo moltissimo di vergogna. Per Reich l’emergere della sensazione di vergogna era l’indicatore primario dell’esistenza di un blocco. Inoltre, uno degli ostacoli al lavoro corporeo è spesso un sentimento di vergogna che ostacola l’esplorazione del vissuto corporeo ed emotivo.
Phil Helfaer nel suo lavoro “Sex and Self-Respect, The Quest for Personal Fulfillment (1998) affronta la questione della vergogna in una prospettiva bioenergetica- Per Helfaer il rispetto di sé è un concetto corporeo che permette di comprendere il sentimento della vergogna.

Il rispetto di sé, per Helfaer, non è un concetto psicologico. Il rispetto di sè significa essere in contatto con i propri sentimenti e con i propri stati corporei, permettendosi di lasciarsi guidare da essi. E’ espressione della vitalità e dello scorrere della propria energia vitale. Riflette la capacità di essere pienamente in contatto con se stessi e con il mondo esterno. La nostra capacità di rispettarci può però essere sopraffatta da richieste irrealistiche e da immagini grandiose. Può essere minato da sentimenti di bassa autostima, come da altre sfumature della vergogna: l’odio di sé, umiliazione, senso di fallimento, di inadeguatezza e di mancanza di indipendenza.

La vergogna è un’esperienza universale. Tutti l’abbiamo provata. Sappiamo cosa vuol dire provare sentimenti di inutilità, scarsa auto-stima, fallimento e sensazione di inadeguatezza. Sappiamo cosa significa sentire di non appartenere a niente e a nessuno, sentirci esclusi, sentire di aver perso le nostre relazioni importanti. Sappiamo cosa significa provare vergogna per la nostra condotta, per i nostri desideri ed il nostro comportamento. Sappiamo cosa significa vergognarci del nostro corpo o di parti del nostro corpo, della nostra sessualità, dei nostri desideri. Sappiamo cosa significa desiderare di sprofondare nella terra o sparire.

Psicodinamica della Vergogna
La vergogna riflette la conseguenza del fallimento nell’incontrare gli obiettivi e le aspettative dell’ideale dell’Io.
Una caratteristica della vergogna, che rende difficile elaborarla, è che raramente viene esplicitata. “La vergogna porta a nascondersi per paura di rendere il proprio Sè inaccettabile”. Spesso ciò che emerge sono le difese strutturate rispetto alla vergogna: rabbia, disprezzo, invidia, depressione, ipocondria. Anche i tratti caratteriali di arroganza, superiorità, così come la grandiosità, sono difese ben conosciute contro la vergogna.

Tradurre in realtà corporee quotidiane
I fallimenti genitoriali nel rispondere ai bisogni del bambino in modo facilitante portano allo sviluppo di un Ideale dell’Io incongruente con il Sè reale, corporeo del bambino. Ideali ed obiettivi irrealistici si sviluppano come compensazione e così lo sviluppano una vulnerabilità narcisistica rispetto alla vergogna. In aggiunta, l’adulto cresciuto da un tale bambino proverà vergogna rispetto ai propri bisogni infantili.


Prospettive bioenergetiche sulla vergogna
La prospettiva bioenergetica porta l’attenzione alla vergogna corporea, una vergogna che pervade l’identità, in cui le parti del corpo e le espressioni corporee sono vergognose. Nei sogni la vergogna si esprime spesso attraverso l’immagine di essere nudi in pubblico, specialmente con la parte inferiore del corpo, i genitali e la parte posteriore, esposti.
Spesso rimaniamo ancorati a ideali inarrivabili formatisi nell’adolescenza o perfino prima e, nella maturità siamo annientati dalla frustrazione per una realizzazione che temiamo – o sappiamo – non raggiungerà mai. A questo punto la vulnerabilità per le esperienze di deprivazione subite nell’infanzia aumenta.

Aprire nuove possibilità
Tutto questo apre nuove possibilità. Se gli ideali e gli obiettivi della maturità non si realizzano, lasciando un vuoto, la persona matura può, rispettandosi, trovare una maggiore connessione con il Sè corporeo anche nell’ esperienza di vuoto. Senza il rispetto di sé, il vuoto lasciato dal crollo degli ideali può condurre alla depressione; finché non ristabiliamo la connessione con il corpo non possiamo stabilire aspettative più ragionevoli.

Nuove possibilità si possono aprire nel movimento, visto che la vergogna porta – sempre – una riduzione della mobilità corporea. Più precisamente, mi riferisco al movimento che si verifica nello stato di piacere, di eccitamento e di sintonizzazione. E’ un movimento pulsatorio di base del corpo e dei suoi tessuti. Questo movimento è vita e quando si ferma la vita stessa si ferma. Pertanto il bambino che si vergogna, umiliato, si ritira, collassa. Al contrario, il bambino che è visto ed apprezzato, che è sostenuto energeticamente è dritto, vivace e sicuro di sè. Il brusco passaggio dall’eccitamento espansivo, sicuro di sè, alla contrazione vergognosa può essere all’origine della malattia somatica presente nella nostra vita.

Il modello di Helfaer
Per Helfaer la vergogna si sviluppa come risposta sistemica all’esperienza di umiliazione o abbandono cronico del bambino. In questo caso, la vergogna diventa parte di un sistema di credenze che possono anche sembrare indefinite ed inarticolate, ma sono comunque reali per l’individuo. Queste idee, queste credenze, hanno il compito di spiegare all’individuo il proprio dolore. Si potrebbe dire che, in questo caso, la mente segue il corpo. In ogni caso, l’esperienza di vergogna è integrata nella personalità o carattere. La contrazione cronica dell’esperienza precoce di vergogna è il fondamento per costruire e mantenere questo sistema.
Le esperienze precoci di vergogna si verificano all’interno del contesto dei legami vitali del bambino e strutturano un sistema di odio di sè che diventa la risposta del bambino al fallimento dei propri tentativi di connettersi, di ricostruire la relazione vitale come dovrebbe essere, di costruire l’amore e l’amabilità. Sono tentativi di ricostruire un Sè coesivo a partire da una esperienza di frammentazione.

Vergogna e sessualità
Lo sviluppo dell’identità sessuale può essere suddiviso in tre stadi principali. Nel primo stadio, che coinvolge il bambino nella relazione materna, il bambino può sviluppare una sensazione di essere “della specie” umana, la stessa specie materna. Lo stadio intermedio è quello che viene usualmente chiamato il periodo edipico. Il terzo stadio si verifica nell’adolescenza. Qui, la sfida è l’integrazione all’interno del Sè del desiderio sessuale e di una percezione di un corpo sessualmente maturo in modo tale che il giovane sia in grado di funzionare nel mondo sociale scegliendo un compagno e permettendosi di essere scelto.

Ognuno di questi stadi ha diverse possibilità in termini di sviluppo della vergogna. L’identificazione con i genitali, quando è interrotta da abitudini sessuali negative, moralistiche, imbarazzanti e rifiutanti, esita nella vergogna genitale e nella castrazione. Helfaer definisce la qualità della vergogna che può insorgere in adolescenza come rovina sessuale, sensazione di imperfezione, di essere oggetti troppo svalutati per essere scelti o per essere liberi di scegliere un compagno.

L’umiliazione, un aspetto dell’esperienza di vergogna, merita speciali considerazioni, perché è particolarmente devastante. L’umiliazione è considerata da Morrison come “quella speciale forma di vergogna sperimentata in un contesto interpersonale” e l’internalizzazione di questa esperienza produce un “oggetto interno persecutorio”. La formazione del Sé ideale è intessuta da esperienze di vulnerabilità alla vergogna. Con l’umiliazione, si sviluppa un oggetto interno persecutorio.

Trattamento
Morrison afferma succintamente, “Se l’antidoto per la colpa è il perdono quello per la vergogna è l’accettazione di Sè, nonostante le debolezze, i difetti e i fallimenti”. L’atteggiamento di accettazione del terapeuta si colloca nel più ampio contesto del rispetto per la condizione, i sentimenti e la realtà del corpo così come questo è nel momento presente. È questo atteggiamento che conduce al rispetto di sé alla base dell’auto-accettazione.
Morrison descrive la psicoterapia della vergogna: “Un’immersione empatica protratta nello stato sensoriale di ogni paziente…solitamente rivelerà profondi e dolorosi sentimenti di vergogna…La loro scoperta, l’elaborazione e la definitiva realizzazione che terapeuta e paziente possono accettarli allo stesso modo, rappresenta il fattore curativo principale per ogni trattamento riuscito. Nel raggiungere questo obiettivo, i terapeuti dovrebbero essere aiutati e guidati dal riconoscimento, tramite una identificazione virtuale, del loro personale fallimento nel raggiungere gli obiettivi e nel realizzare ambizioni ed ideali. In breve, l’invito è a confrontarsi con i propri fallimenti e con la vergogna e il dolore che l’accompagnano.”
La natura distintiva della bioenergetica porta immediatamente la vergogna al centro della relazione terapeutica: la sua essenza può essere catturata dalla frase “vedere la persona”. Il lavoro con il corpo è basato su una disciplina del guardare e vedere con il contatto. Dal momento che c’è un qualsiasi tipo di propensione alla vergogna, sarà facilmente ed alle volte subito stimolata dalla consapevolezza degli occhi del terapeuta, vissuto dal paziente come il proprio “occhio rivolto all’interno”.

Il guardare e l’osservare rispettosi devono essere basati sulla profonda accettazione da parte del terapeuta di sé stesso ad un livello corporeo, un’accettazione che sarà registrata dal cliente come un senso di rispetto che traspare nel suo modo di guardare e di stare in contatto. A questo punto il lavoro energetico può essere indirizzato ad aiutare il paziente a costruire un senso di rispetto del proprio corpo che sosterrà l’esplorazione del proprio movimento.
L’analisi bioenergetica, per sua natura, può anche accedere immediatamente e direttamente ad un altro aspetto dell’esperienza di vergogna. Come notato prima, la vergogna ha elementi cognitivi ed emotivi. L’aspetto cognitivo del sistema di vergogna è un insieme di credenze, fantasie, immagini ed idee, che definiscono cosa “Dovrebbe essere” il Sè e con cosa si dovrebbe misurare. Le dolorose emozioni di vergogna sono esperienze corporee. Il sistema emotivo e quello di credenza, il sentimento e gli ideali hanno bisogno di essere separati l’uno dall’altro. Questa separazione comincia dal momento in cui il corpo diventa il punto centrale.
Nella nostra vergogna viviamo nella delusione. La delusione consiste nel fatto di provare una sensazione orribile perché non abbiamo soddisfatto questo e quest’altro ideale.
E’ molto difficile abbandonare le aspettative irrealistiche del Sè rappresentate nella “immagine del Sè ideale”. Che cosa lo rende così difficile? Perchè insistiamo in questo modo sul nostro senso di fallimento e di imperfezione? Queste domande si trovano nella fantasia e nell’irrealtà, tuttavia possono dominare la personalità, anzi, dominare una vita intera. Portano la nostra attenzione sul fatto che non ci stiamo relazionando semplicemente con una “emozione” di vergogna, ma con un sistema di vergogna o con un sistema di odio di sè; e questi sono aspetti del carattere.
Qui, il lavoro bioenergetico dà il suo contributo unico al trattamento influenzando specifici aspetti del funzionamento somatico. Questi includono la tensione muscolare, la respirazione bloccata, il trattenere l’espressione emotiva e lo squilibrio delle risposte del sistema nervoso autonomo. Comunque, mentre un intervento bioenergetico è molto specifico nel modo in cui influenza una funzione corporea, la persona resta il centro del lavoro e la mancanza di contatto è sempre il tema energetico sottostante.
La terapia bioenergetica porta l’attenzione anche alla sovraeccitazione del sistema nervoso simpatico, incoraggiando un equilibrio con il sistema parasimpatico. L’obiettivo terapeutico è la regolazione. Una regolazione dell’iper-attivazione si può ottenere attraverso la respirazione ritmica profonda, il pianto e la scarica espressiva della rabbia. In altri casi, con il trauma, è il parasimpatico ad essere sovra-attivato. Lo shock, il congelamento e i sintomi gastro-intestinali ne possono essere un esempio. Anche la depressione e l’ansia, in modi diversi, rappresentano lo squilibrio e la sovraeccitazione sia del sistema nervoso simpatico sia di quello parasimpatico, così come altri disturbi del sistema nervoso centrale e di quello ormonale. Il lavoro energetico in questi casi si focalizza, in modi differenti, sulla “regolazione verso il basso”.

Questione di Relazione
Nel condividere empaticamente l’esperienza del paziente attraverso i livelli di difesa, le esperienze dolorose di vergogna e le loro origini vengono toccate caratteriologicamente ed energeticamente. Il lavoro energetico si sintonizza con le emozioni dolorose, favorendo il respiro che libera il pianto ed il dolore, tra gli altri processi, e favorisce la guarigione delle contrazioni dolorose e delle emozioni correlate, permettendo lo svilupparsi e il consolidarsi di un atteggiamento rispettoso nei confronti di se e dei propri limiti.
Le relazioni di coloro che sperimentano vergogna, umiliazione o di odio di sè, sono inevitabilmente gravate da identificazioni proiettive. Ciò che è dentro viene messo fuori e ciò che è fuori è poco più che un palcoscenico per mettere in atto il dramma interiore. Il risultato esperienziale è l’infelicità intrisa di confusione. C’è confusione perché ricerchiamo eventi, scene ed episodi relazionali che offrano il palcoscenico esterno per rivivere le esperienze dolorose di vergogna e di odio di sè che emergono da fonti interiori.
L’intenzione della terapia è aiutare il paziente ad essere in contatto con l’esperienza interiore. Ristabilendo un contatto più profondo con se stesso, le parti alienate e l’energia impiegata nell’estraniamento e nelle proiezioni può essere nuovamente investite nel Sè.
Qui, il contributo della bioenergetica è di aiutare il soggetto a trovare ed a correggere il proprio movimento, a liberare la pulsazione dalle restrizioni caratteriali ad un livello di atteggiamento ed energetico.

E’ molto importante notare che rispettarsi, non significa non sentire la vergogna o il dolore. Al contrario, è la predisposizione nei confronti del Sè che permette di sentire e di “sopportare” la vergogna ed il dolore. Permette di sopportare le emozioni piuttosto che sopportare gli effetti della lotta contro di essi. Nel sopportare la vergogna, possiamo, in un certo senso, completare un’esperienza, sentirla dall’inizio alla fine. Possiamo guardare alle origini della vergogna all’interno della nostra personalità e della nostra storia. Anche questo prepara il terreno per l’auto-accettazione, l’antidoto alla vergogna, l’accettazione del proprio Sè con i suoi limiti e i suoi fallimenti

adattato dal testo
© a cura di Nicoletta Cinotti

Come spezzare il legame psichico con il narcisista

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Purtroppo il tempo non basta per guarire la connessione psichica
Così tante persone, persino a 30 anni di distanza, dicono: “Vivono ancora dentro di me. Non sono ancora libero da questo”. Sentono che il narcisista ha catturato la loro energia vitale, non la restituirà, e non hanno idea di cosa sia sentirsi di nuovo ‘normale’.
Ci possono essere momenti in cui ci si sente liberi, e si pensa: “Oh Dio, posso respirare di nuovo. Finalmente sto andando avanti con la mia vita”. E poi, bang! Dal nulla, ti colpisce di nuovo. Stai rigurgitando quello che è successo e sta trascinando giù tutta la tua energia. Ti senti come se qualcuno ti avesse infilato un tubo e stesse succhiando la tua Forza Vitale, in realtà la sta sifonando fuori da te.
E’ molto importante capire che l’abuso narcisistico non è una cosa pratica, logica. E’ un fenomeno spirituale, emotivo, psichico. E’ una condizione energetica parassitaria.
I narcisisti sono come un ‘non sé’. Sono qualcuno che non può generare la propria energia e Forza Vitale, così si agganciano a qualcun altro succhiandone l’Energia Vitale. È una cosa spaventosa finché non sapete come affrontarla.
Non c’è bisogno che siate fisicamente connessi con questa persona perché questo accada ancora, perché avviene attraverso il mondo invisibile. Anche se si termina una relazione con un narcisista, e si separano i beni materiali e non si ha alcun contatto fisico o verbale, la connessione che non si può fisicamente o logicamente definire è molto più difficile da rompere.
Una volta che si agganciano a quel livello energetico, i narcisisti possono nutrirsi di una persona anche se non ha contatti con il narcisista. Ecco perché alcune persone prese di mira sentoo di non potersi mai scrollare di dosso questa terribile malattia psichica. Sentono che il narcisista vive dentro di loro.
Come rompere la connessione psichica
Quindi, come si fa a rompere la connessione psichica? La grande notizia è che è assolutamente possibile.
Tagliare i legami può essere utile, ma state solo trattando i sintomi togliendo quei legami. Dovete affrontare la radice centrale di come quei legami potrebbero connettervi e infiltrarvi in modo che non si riformino. Il lavoro di Melanie riguarda molto di più.
Si tratta di curare la malattia, in modo che tu sia LIBERO da:
* La tua Forza Vitale che viene risucchiata
* La tua Anima che viene sopraffatta, infiltrata, avvelenata e inquinata
* Gli incubi che stai avendo sul narcisista – dove non puoi nemmeno avere una tregua mentre dormi
Si tratta di sbarazzarsi di ciò che sta effettivamente generando il vostro lato del magnete che permette a questa connessione di radicarsi in voi e avere luogo.
Guarigione dei legami del trauma
Tutto risale ai vostri legami traumatici.
Abbiamo credenze traumatiche e fratture dentro di noi che corrispondono alle cose orribili che il narcisista ci consegna. Ad esempio … le persone che amo e le persone da cui voglio ricevere amore abusano di me, mi invalidano, mi lasciano, mi fanno da capro espiatorio, mi abbandonano, mi annientano.
Tutte queste credenze sono all’interno della nostra psiche. Sono i programmi subconsci che vengono dal passato e possono anche essere pre-cognitivi. Continuano a ripetersi e significano che inconsciamente siamo stati una corrispondenza con un Falso Sé.
Se siamo intrappolati in questo, è perché non siamo ancora guariti per ricevere l’energia universale. Che è la Creazione, la Forza della Vita, Dio, il vostro potere superiore, il vostro superconscio, il vostro più alto potenziale o qualsiasi cosa voi vediate come il vostro potere superiore.
Finché non abbiamo eliminato i traumi che ci separano dalla Sorgente, cerchiamo il nostro sollievo, la liberazione, l’emancipazione e la Sorgente di Sé al di fuori di noi stessi.
È qui che i Falsi Sé sono molto abili nel posizionarsi. Si comportano come il guaritore delle nostre ferite e il dispensatore di amore, approvazione, sopravvivenza e sicurezza nella nostra vita. Sono come un parassita. Creano una dipendenza e un legame traumatico e poi succhiano la nostra energia per alimentare il loro Falso Sé.
Questa infiltrazione narcisistica avviene a livello spirituale e psichico dell’Anima. Tutto risale ai nostri legami traumatici e alla precedente composizione emotiva del nostro Essere Interiore.

Come guarire l’infiltrazione psichica
Anche eliminare ogni contatto (no contact) non sarà sufficiente per guarire. E nemmeno tagliare i legami sarà sufficiente. E di solito non funziona nemmeno cercare di trovare soluzioni per trattare i sintomi o cercare di distrarci e andare avanti con la nostra vita.
Per questo pensiamo: “Beh, andrò avanti e ricostruirò la mia vita”. Eppure, continuiamo a ricadere in questa orribile malattia psichica che sentiamo dentro di noi. Non abbiamo l’energia e l’ispirazione, la fiducia o la capacità di andare avanti. Perché no? Perché la nostra Forza Vitale viene risucchiata fuori da noi.
Per impedire che la nostra Forza Vitale venga succhiata via abbiamo bisogno di cambiare il nostro sistema interno di credenze per renderlo incompatibile con chi si è attaccato a noi.
In questo modo non ci sarà più paura di essere infiltrati, incasinati e prosciugati o manipolati psichicamente. La tua realtà sarà: sei libero di essere te stesso, invece di essere sempre preoccupato di proteggerti dagli altri.
Quando cambiate i vostri sistemi di credenze interiori e la composizione interiore sulle relazioni interpersonali diventate incompatibili con quella persona.
Significa: “Sono uscito da quella densità di dolore e di trauma per passare ad un’ottava molto più alta in cui questa persona non può vivere”. Ecco la guarigione che ci connette al nostro Thriver interiore, cioè alla radiosità innata finora sepolta.
Una volta fatto questo:
* Diventi una fonte per te stesso, creando la tua vita in modo autentico
* Ciò che non è la tua realtà non ti corrisponde per te, e non hai più bisogno di provare a cambiare e aggiustare qualcosa o qualcuno per stare bene
* Non hai più la paura della scarsità e smetti di cercare di far funzionare accordi irrealizzabili
* Sai che la vita ti sostiene, e che puoi emotivamente e praticamente sostenerti e prenderti cura di te stesso
* Sai che sei tu la tua fonte di potere e che il narcisista non lo è e non lo è mai stato
Spero davvero che tu possa sentire la passione di Melanie in quello che sta dicendo, e la ragione per cui è così appassionata è che l’infiltrazione psichica l’ha quasi uccisa. Era così brutta e così grave che non poteva mangiare, non poteva dormire, tremava, sudava e avevo incubi. Riusciva a malapena a trascinarmi in cucina per fare una tazza di tè.
Capisce come ci si sente perché l’ha vissuto.
Si è però sono liberata completamente, zero PTSD, zero incubi, zero sensazioni che lui esiste. Nessuna ossessione, nessuna connessione e lo spazio più pulito in me stessa e nel benessere, che ho riempito con la Vera Sorgente. Questo non solo le ha salvato la vita, gliene ha dato di più. E questo è il lato bello di tutto ciò.

Tradotto dal sito di Melanie Tonia Evans

Time Doesn’t Heal The Psychic Connection
Even though you might want to believe it, time doesn’t heal this psychic connection with a narcissist.
I’ve met so many people 30 years down the track who say, “They are still living on the inside of me. I’m still not free of this.” They feel that the narcissist has captured their Soul, won’t return it, and they have no idea what it is to feel ‘normal’ again.
There may be times where you feel free of it, and you think, “Oh gosh, I can breathe again. I’m finally getting on with my life.” And then, bang! Out of nowhere, it hits you again. You’re regurgitating what’s happened and it’s dragging your whole energy down. You feel like somebody stuck a hose into you and is sucking your Life Force, actually siphoning it out of you.
So what is really going on here?
It’s very important to understand that narcissistic abuse is not a practical, logical thing. It’s a spiritual, emotional, psychic phenomenon. It’s an energetic parasitical condition.
Narcissists are as a ‘no self’. They are somebody who can’t generate their own energy and Life Force, so they hook into somebody else’s Soul and suck their Life Energy from them. It’s a scary thing until you know how to address it.
You don’t need to be physically connected with this person for this to still be going on because it’s happening through the unseen world. Even if you end a relationship with a narcissist, and you separate material possessions and have no physical or verbal contact, the connection that you cannot physically or logically define is much harder to break.
Narcissists can plant their markers and infiltrate people.
Once they hook in at that energetic level, narcissists can get a feed off a person for the rest of their life. This happens even if that person has No Contact with the narcissist. That’s why the targeted person feels like they can never shake this terrible psychic disease. They feel that the narcissist is living inside them.
How To Break The Psychic Connection
So how do you break the psychic connection? The great news is that you absolutely can.
In some spiritual channels you will have heard about tie cutting. During a meditation or visualisation, you’ll focus on where you’re connected to the narcissist. This can be in your throat chakra or your heart or your solar plexus or your root chakra or wherever it is. You may do a prayer or some ceremony where you dissolve those ties and hand them back.
Tie cutting can be helpful, yet you’re only treating the symptoms by taking away those ties. You must deal with the core root of how those ties could connect and infiltrate you so they don’t reform. This means that you’re going to have to do tie cutting over and over again. This is like treating a disease as the symptoms flare but never actually curing the disease.
My Thriver work is about so much more.
It’s about curing the disease, so you are FREE of that feeling of:
* Your Life Force being sucked dry
* Your Soul being overtaken, infiltrated, poisoned and polluted
* The nightmares that you’re having about the narcissist – where you can’t even get a reprieve while you sleep
It’s about getting rid of what is actually generating your side of the magnet which allows this connection to embed in you and take place.
Healing Trauma Bonds
It all goes back to your trauma bonds.
We have traumatic beliefs and fractures within us that match the horrible stuff that the narcissist delivers. Such as … the people I love and the people I want to receive love from abuse me, invalidate me, leave me, scapegoat me, abandon me, annihilate me.
All these beliefs are within our psyche. They are the subconscious programs that come from pre-birth and are pre-cognitive. They keep repeating and mean that we’ve unconsciously been a match for a False Self.
If we are caught up in this, it’s because we haven’t yet healed to receive True Source. Which is Creation, Life Force, God, your higher power, your super conscious, your highest potential or whatever you see your higher power as.
Until we’ve cleared out the traumas separating us from True Source, we’re seeking our relief, reprieve, emancipation and Source of Self from outside of ourselves.
This is where False Selves are very clever in positioning themselves. They act like the healer of our wounds and the giver of love, approval, survival, and security in our life. They are like a parasite. They create a dependency and a trauma bond and then suck our energy out to feed their False Self.
This narcissistic infiltration is happening at the spiritual Soul psychic level. It all goes back to our trauma bonds and the previous emotional composition of our Inner Being.

How To Heal The Psychic Infiltration
Going No Contact to heal from this is not going to be enough. Tie cutting is not going to be enough. Trying to find solutions to treat the symptoms or trying to distract ourselves and get on with our life usually doesn’t work either.
This is why we think, “Well, I’m just going to get on with it and rebuild my life.” Yet, we keep falling back into this horrible psychic disease that we’re feeling inside of ourselves. We don’t have the energy and the inspiration, confidence or the capacity to move forward. Why not? Because our Life Force is getting sucked out of us. That’s why.
How do we stop our Life Force from getting sucked out of us?
By changing our inner belief system composition to no longer be a match to the person who has been able to attach themselves to us.

Then there is no more fear of being infiltrated, messed with and psychically drained or manipulated. All that becomes Not Your Reality! Your reality is: you are free to be you, rather than always being concerned about protecting yourself from others.
When you change yourself your inner belief systems and your inner composition on interpersonal relationships are no longer a match for that person.
Meaning, “I have graduated out of that density of pain and trauma to a much higher octave whereby this person energetically cannot live.” That’s what the inner Thriver healing is all about. Changing ourselves to step into a different universe where that is just not going on.
Once you clean this up, you:
* Become a source to yourself, creating your own life authentically
* You attract more of ‘who you are’ mindfully and consciously
* What is Not Your Reality is no longer a vibrational match for you, and you have no need to try to change and fix anything or anyone to make it happen
* You no longer have the fear of scarcity and you stop trying to make unmakeable deals work
* You know life supports you, and that you can vibrationally, emotionally and practically support and look after yourself, and create more of that
* You know that you are your own power source and that the narcissist is not and never was
I really hope you can feel the passion of what I’m saying, and the reason I’m very passionate about this is that the psychic infiltration nearly killed me. It was so bad and so severe that I could not eat, I could not sleep, I shook, I sweated and I had nightmares. I could barely drag myself to the kitchen to make a cup of tea.
I understand what this feels like because I’ve lived it. And I know a lot of you have had it as badly as I have or even worse.
I broke utterly free, zero PTSD, zero nightmares, zero feelings of he even exists. No obsessions, no connections and the cleanest space in myself and wellbeing, which I filled with True Source. This not only saved my life, it gave me more life, and that’s the beautiful side of this

7 modi per disintossicarsi dai narcisisti

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Essere infiltrati da un narcisista è letteralmente come essere avvelenati.
Non solo ti senti come se la tua forza vitale venisse risucchiata fuori da te, ma anche come se avessi dell’inchiostro nero scuro e appiccicoso che permea ogni parte del tuo essere. C’è anche una sensazione simile a schegge di vetro calde che ti scorrono nelle vene e nebbia cerebrale, panico e depressione mentre lotti per credere che puoi recuperare la tua Anima e la tua vita.
Far uscire un narcisista dalla tua vita è più complesso che dire semplicemente “addio! La separazione fisica non è sufficiente. Nemmeno lo spazio fisico lo è. A volte non è possibile ottenere quello spazio, a causa della custodia condivisa, o del narcisista che vive nelle vicinanze.
Quello che è vitale per far uscire un narcisista dalla mente, dal corpo e dall’anima è disintossicarsi da loro. Completamente, dall’interno verso l’esterno.
In questo articolo molto importante vi presento sette modi potenti che è possibile disintossicarsi dal narcisista, in modo che letteralmente lo epuri dal cuore, dalla mente e dalla tua vita.

Numero 1 – Lasciar andare

Più facile a dirsi che a farsi, direte voi! E sono d’accordo, lo è.
Voglio dirtelo dal profondo del mio cuore, “lasciar andare” è il primo potente passo per disintossicarti.
Cosa significa veramente “lasciar andare”? Significa riconoscere che questa persona ti sta distruggendo e non può rimanere nella tua vita, quindi hai bisogno di staccarti.
Lasciar andare è un potente atto d’amore verso se stessi.
È difficile perché tutto dentro di te ti urla di non farlo. Vuoi giustizia. Vuoi un riconoscimento. Vuoi ritenere questa persona responsabile. Vuoi che paghi per il danno che ti ha fatto.
Capisco tutto questo, ed è completamente giustificabile. Eppure, rimanere aggrappati porta più tossicità e veleno in ogni aspetto della tua vita. Ti incastra con il narcisista, mentre lui o lei estrae da voi la sua fornitura narcisistica, continua a punirti, ti tiene all’amo, e risucchia sempre più la tua forza vitale.
Questo è il motivo per cui ogni volta che un narcisista tenta di riavvicinarsi con un commento, un insulto, un’accusa, una dichiarazione da vittima “povera me”, una tattica per innescarti, e infangarti e ferirti, devi dire – “Basta!
Ma sappi che il tuo “Basta” non è “parlato”. Infatti, a volte le semplici parole sono controproducenti. Specialmente con i narcisisti – questo non fa altro che alimentarli con ulteriore energia e attenzione.
Le azioni significano molto più delle parole. Il tuo “Basta” deve essere “Non parteciperò più con te”. Qualsiasi parola, messaggio, riconoscimento o risposta al narcisista è fornitura narcisistica. Lo alimenta con l’attenzione emotiva e l’energia che permette di continuare a far del male.
Quindi come si fa a dimostrare “Non parteciperò più con te”? Facendo proprio questo … non partecipando più – e poi continuando con i passi seguenti.

Numero 2 – Girati verso l’interno per sostenere te stesso

Voglio farti capire che un narcisista è una falsa fonte. Stavi o stai cercando di ottenere gentilezza, decenza, comprensione, convalida, ammenda, sostegno e umanità da questa persona. Ma ogni volta che cerchi di ottenerlo da questa persona, essa non fa altro che aggredirti più duramente.
Questo ti sta spingendo all’atto finale del lasciar andare che è il farsi partner di se stessi, restituendo potere e verità alla tua essenza, concedendoti gentilezza, decenza, sostegno e umanità.
All’inizio questo sembra orribile. Avendo sofferto il trauma dell’abuso narcisistico, ti senti ansiosa, disgregata e dissociata da te stessa, al punto che essere soli con il proprio trauma può sembrare assolutamente insopportabile.
Infatti, la tua vera essenza si sente ora spezzata e terrorizzata. E ha bisogno di te, della tua gentilezza amorevole e del sostegno che hai cercato fuori da te ma che solo tu ti puoi dare.
Infatti, quando ti rivolgi verso l’interno con integrità, dedizione e amore dicendo: “Tesoro, io sono qui per te. Mi dispiace tanto di aver cercato di ottenere fonti esterne per amarti e guarirti. Ti amo, ti abbraccerò e ti aiuterò a guarire e ti prometto che non me ne andrò mai più”, per quanto traumatizzato sia, comincerà a calmarsi sapendo che FINALMENTE ti sei mostrato.
Questo è l’inizio della tua riconciliazione con te stesso.

Numero 3 – Resistere alla cattiveria del narcisista

Ci sono alcune sfide specifiche lungo la strada quando ci si disintossica da un narcisista.
Il numero tre è vitale. Lasciare un narcisista è diverso dal solito strazio della fine di una relazione normale. Ci sono molti legami tossici che sono stati attaccati dentro di te, perché il narcisista possa estrarre la sua fornitura narcisistica.
La verità sulla fornitura narcisistica è non ha bisogno di essere fisica. Non c’è bisogno che questa persona ti veda di persona. Infatti, l’approvvigionamento narcisistico è psichico e parassitario. Se hai paura e dolore dentro di te, che il narcisista è stato in grado di attivare, allora lui o lei si sta nutrendo della tua energia emotiva.
Questo è ciò di cui vivono i narcisisti – la paura, il terrore e l’impotenza degli altri. È letteralmente la loro fonte di cibo, di energia.
La malizia del narcisista sta nell’attivare le cose che ti innescano e ti portano ad essere di nuovo rifornimento narcisistico. Il narcisista ti conosce intimamente, sa quali azioni funzionano su di te le accuse, le scuse, i cimeli, i sentimenti, l’appello al tuo lato compassionevole, il sostituirti, e anche l’ostruzionismo o l’ignorarti per lunghi periodi di tempo. Conosce le azioni che ti terranno emotivamente e psichicamente agganciati.
La gente mi chiede: “Cosa farà il narcisista dopo?” La mia risposta è: “Esattamente ciò che ti farà scattare emotivamente in modo negativo, o ti terrà in uno stato di ossessione”.
Sapere questo ti aiuterà. Perché si capisce che il piano di gioco del narcisista è quello di tenerti agganciato e incapace di disintossicarti.
Questo ti aiuta anche a disintossicarti!
Qualunque cosa venga innescata è proprio la cosa che puoi rivolgere verso l’interno per disintossicarti dentro di te, piuttosto che cadere nella malizia.
Questa è una chiave ENORME per la tua libertà e il tuo recupero!

Numero 4 – Fai in modo che tutto questo riguardi te

Disintossicarsi da un narcisista non è possibile quando si guarda all’esterno per cercare di capire o anticipare ciò che il narcisista sta o non sta facendo.
Sì, inizialmente, imparare sul narcisismo è utile per capire il fenomeno. Tuttavia, se si rimane bloccati all’infinito nello studio dei tratti narcisisti cercando di disintossicarsi, non si guarisce.
C’è solo un modo per disintossicarsi efficacemente da un narcisista; rivolgendosi verso l’interno per rendere la disintossicazione emotiva incentrata sull’incontro con la tua essenza e sulla tua guarigione.
Per farlo in modo efficace bisogna connettersi con i fattori scatenanti che sono scattati dentro di te a livello emotivo e che il narcisista ha attivato. Questo ti tiene legato al trauma ed è il modo in cui il narcisista è stato in grado di attaccarsi psichicamente a voi per succhiare la vostra energia vitale.
E’ impossibile impedire al narcisista di farlo, ma è possibile per te disintossicare queste parti di te, in modo da non essere più inconsciamente aggrappato all’altra estremità del bastone che ti tiene legato.
Allora finirà.
Riprendersi il proprio potere significa lasciare andare le narrazioni di “cosa mi è successo”, per rivolgersi verso l’interno con l’amor proprio, la devozione e il desiderio di guarire profondamente e di contattare la propria essenza, dicendo: “Quale parte di me richiede la mia guarigione e il mio sostegno per non essere mai più vulnerabile o infiltrata da persone come questa?”
Quello che scoprirai, facendo quel lavoro di recupero interiore dedicato, è che il narcisista svanisce sullo sfondo, i sintomi del vostro trauma iniziano a sciogliersi, e sarai entusiasta della tua evoluzione, dell’innalzamento del livello e dell’aumento di salute, potere, forza, ottimismo e capacità di ricostruire in modi potenziati e positivi.
Si dice che la migliore vendetta sia il successo.
Questo è inevitabile se fai in modo che questa esperienza sia tutta incentrata sulla tua guarigione, e sempre meno su di loro.

Numero 5 – Smettila di cedere il potere

Mentre procedi nella guarigione del tuo mondo interiore, diventa consapevoli di dove hai ceduto potere.
Continua a guarire e a responsabilizzarti, assicurati di non consegnare nessuna energia emotiva, continua a guarire tutte le parti interne che si stanno innescando in modo da rimanere calmo, chiaro e potente, e sii chiaro nella finalizzazione delle cose.
Sii calmo, chiaro, potente e integro – guarisci finché non diventi “anti-paura”. Questo ti mette nella tua posizione più potente.
Amerai anche i tuoi ritrovati e attivati confini in tutta la tua vita. Non ti limiterai più ad “assecondare per andare avanti” (ora sai quanto male va a finire!).
Questo è il momento di forgiare la tua verità e i tuoi valori e vivere allineati con essi e vedere come la tua vita si muoverò per sostenerti in modo sano.

Numero 6 – Disintossica la tua vita

I narcisisti sono tossici. E noi siamo più suscettibili a loro quando siamo tossici.
Sicuramente, dopo l’abuso narcisistico abbiamo ferite interiori non guarite e irrisolte che richiedono guarigione e disintossicazione. Ci sono anche altri aspetti della nostra vita che potremmo non aver capito essere malsani.
Cose come la dipendenza dal fumo, dall’alcol, dal cibo spazzatura, dal superlavoro, dall’abbuffarsi sui social media, dallo shopping, dal gioco d’azzardo o dalle droghe. Forse abbiamo evitato e abbandonato l’amore, il rispetto e la cura per noi stessi indulgendo in comportamenti tossici che possono darci un po’ di sollievo al momento, ma alla fine finiscono per creare più danni per noi stessi.
Forse siamo abituati a lamentarci, a giudicare gli altri e ad essere incredibilmente giusti con i modi in cui evidenziamo gli orrori del mondo. Naturalmente, questo è comprensibile, ma se continuiamo a coltivare le sostanze chimiche interne della tossicità, restiamo suscettibili alle persone tossiche.
Cominciamo a dire: “Non accetteremo mai un livello d’amore inferiore a quello che abbiamo per noi stessi”.
Abbandonare persone distruttive e dannose per la vita è un modo potente per alzare il livello della nostra autostima.

Numero 7 – Dai forza alla tua vita

La tua continua crescita interiore dà potere alla tua vita. I narcisisti sono incoscienti, credono sempre che la loro vita sia colpa di qualcun altro e rifiutano di assumersi qualsiasi responsabilità personale, di guarire, di imparare dai loro errori o di crescere.
I narcisisti si auto-evitano, si auto-abbandonano i loro trigger interiori, si auto-medicano con attenzioni e cose esterne, e non tornano mai a casa per guarire e diventare interi dentro se stessi.
Se non vi sforzate di essere auto-partecipi, auto-devoti e impegnati nel vostro sviluppo e crescita interiore, questo può lasciarvi sul cornicione dell’energia inconscia dove inconsapevolmente continuerete a cercare altre persone non integre per cercare di realizzarvi.
L’acqua cerca il proprio livello.
Questo non significa che siamo cattive persone, piuttosto significa che sono inconsapevoli della verità – “Io sono la fonte generativa della mia esperienza di vita, e SOLO io ho il potere di cambiare questo guarendo e cambiando me stesso”.
Quando ti impegni a cambiare e guarire te stesso dall’interno allora non sei più sulla traiettoria in cui un narcisista può prenderti e nutrirsi di te.
Piuttosto, sarai nel corpo, connesso alla tua intuizione, mostrandoti autenticamente e capace di stanare i narcisisti senza averne paura. Avrai anche capito che tutte le persone tossiche precedenti nella tua vita non hanno più potere su di te, infatti non potranno più manipolare i tuoi traumi e le tue paure non guarite.

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